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PAS



Ho pensato molto se fare questo flash e se scrivere questo post.


Chi mi segue da un po’ di tempo sa che non eseguo mai gli stessi tatuaggi su più persone, flash compresi, perché mi piace pensare che ogni persona abbia addosso un pezzo unico.


Qualche giorno fa però ho iniziato a fare delle riflessioni - si, i soliti discorsi mentali - e mi sono ritrovata a pensare a come il percorso fatto negli ultimi anni mi abbia portato a una conoscenza più profonda di me.


Il primo giorno che ho iniziato terapia mi sono descritta come una persona ansiosa, emotiva e molto empatica.


Andando avanti la mia psicologa mi ha definita altamente sensibile, che pensavo fosse un termine “carino” per dirmi che ero MOLTO empatica. Solo dopo ho scoperto che invece “altamente sensibile” era un vero e proprio tratto, se così lo vogliamo chiamare.


Non parlerò di cosa significhi essere PAS nei dettagli perché quello spetta ai libri scientifici, agli studi e alle persone che studiano queste cose.


Vi parlerò però di quanto io mi sia sentita “strana” ogni volta che mi chiedevano di andare a ballare e io pensavo che la musica assordante e le luci lampeggianti mi avrebbero dato fastidio. O dei giorni in cui mi isolo se ho partecipato a troppi eventi o visto troppe persone. Certe volte sto male perché non riesco a quantificare il dolore di un’altra persone e non so se potrà sostenerlo; e spesso mi è capitato di rinunciare a fare qualcosa per paura che l’altr* ci rimanesse male.


Io ho capito che sento gli odori più intensi, sento le pance degli altr* mescolarsi con la mia, ascolto i cuori e le emozioni più interne. Questo a volte causa tempeste emotive, nuvoloni neri e tanta confusione in testa ma tutto questo caos custodisce preziosità.


Questo flash è per chiunque si sia sentit* stran*, divers*, incompres*, invisibile. È tutto ok. Sentire di più va bene.

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